Discussione:
Storia di una truffa (lunghetta)
(troppo vecchio per rispondere)
Gi
2018-06-16 07:28:26 UTC
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Raw Message
Non proprio breve storiella.
Sicuramente nessuno è così sprovveduto a tal punto, penso però possa essere
utile per una riflessione sulle eventuali conseguenze che un comportamento
di esagerata buona fede può determinare.
Un comportamento corretto e saggio da tenere da parte di chiunque debba fare
una transazione del tipo della storiella è:
recarsi con la controparte direttamente presso la filiale emittente il
circolare. In questo caso non si scappa o è buono o non è buono.
Se il compratore non accettasse, non equivale a sentire puzza di bruciato ma
proprio di marcio
Un bancario in servizio la racconta così:
La certezza immediata della sussistenza fondi si ha solo quando
l'assegno (bancario o circolare) è tratto sulla stessa identica filiale
sulla quale si effettua il versamento, alla presenza dell'emittente che
ne conferma la regolarità.
Tradotto in italiano: la sicurezza si ha solo se quello che ti fa
l'assegno ha il conto presso la tua stessa filiale della tua stessa
banca e ti accompagna a versarlo.
Semplificando: vendi la macchina?
Gliela porti (la vuole venire a prendere lui? NO!), in orario di
apertura banca (tassativo NO di sera, o sabato domenica e festivi),
andate alla sua banca, che alla tua presenza emette l'assegno circolare
a te intestato.
Solo così si ha la quasi-certezza assoluta che non ci possano essere gabole.

Ora, dopo le prediche, copio/incollo la storiella così come postata in
momenti diversi con la sola esclusione dei saluti e delle domande di aiuto.
L'eventuale seguito, qualunque esso sia, è irrilevante ai fini della morale.
Piccola nota: altro che il taroccamento degli assegni di una volta! Qualcuno
in indirizzo capirà cosa intendo :-)
Avverto inoltre che diffondo il msg su altri NG, al fine di mettere
sull'avviso un più ampio numero di persone.
Gi

*******
Ciao a tutti, scrivo le poche informazioni che ho, mia sorella ha venduto un
auto (costosa), è andata con l acquirente in banca(banca di mia sorella) , l
acquirente aveva un assegno circolare emesso dalle poste. La banca ha
controllato l'assegno, ha solo detto che essendo postale ci sarebbe voluto
qualche giorno in piu. L impiegato della banca ha chiamato l ufficio postale
(cercando autonomamente il numero) e ha chiesto conferma sul bene emissione.
Ha confermato il tutto e c'è stato il passaggio di proprietà. Oggi, a
distanza di.. Boh circa 5 7 giorni la banca chiama dicendo che l assegno è
falso!

Da quello emerso finora si tratta di una truffa pazzesca.
Spiego: la dipendente della banca ha autonomamente cercato su google
l'ufficio postale.
Seul bonifico era scritto NOMEPAESE, via ZZZZZZZZZZ XX.
Lei ha googlato e se provo anche io a cercare "poste di NOMEPAESE" vi appare
un numero da paginebianche.it con scritto Posta di NOMEPAESE, via ZZZZZZ XX.
Attenzione: non UFFICIO POSTALE DI.... ma POSTA DI, che è diverso dagli
altri risultati di eventuali uffici postali.
C'è un numero di telefono che è quello che è stato chiamato e al quale ha
risposto il complice, e che ora è ovviamente staccato. A quell'indirizzo su
gmaps c'è una porta di fianco ad un kebab, che non ha nulla a che fare con
un ufficio postale.

Sono però emersi un paio di errori da parte della banca: c'è un errore
grammaticale sull'assegno e non se ne sono accorti, c'è un ABI e CAB di una
banca di Roma che non c'entra nulla, e non ha fatto identificare chi ha
risposto al telefono... Ergo forse la banca ne dovrà rispondere

Comunque ci sono degli aggiornamenti, questi hanno davvero fatto una truffa
architettata in modo pazzesco, pensando addirittura a come reindirizzare la
ricerca da google ad un loro numero. Nei prossimi giorni, se interessa,
aggiorno la situazione

Ho un nuovo aggiornamento.
Faccio un premessa segnalando una cosa che non avevo specificato, per tutela
ovviamente.
Al momento della vendita l'acquirente aveva chiesto se l'auto aveva il
satellitare e il marito di mia sorella aveva risposto di no, in buona fede
perchè nemmeno si ricordava. In realtà c'era ed ieri, ricordandosi l'app sul
telefono, ha scoperto che l'auto era stata il weekend a milano, e da ieri
era nei pressi di Hannover in Germania. Dopo la denuncia di stamattina la
polizia italiana si è messa in contatto con la polizia tedesca la quale è
andata proprio poco fa a sequestrare l'auto, che si stava muovendo, e hanno
fermato anche chi la stava guidando.
Purtroppo l'auto ha già una targa tedesca, non si sa se sia stato fatto un
passaggio di proprietà o se siano targhe false...
La polizia ha detto che se l'auto è già stata venduta purtroppo non si può
fare nulla, anche se io mi sto chiedendo se un contratto di acquisto è
comunque valido anche se i dati della persona sono falsi(mi riferisco
all'eventuale rivendita che ci può essere stata).
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Jamie
2018-06-16 11:00:25 UTC
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Raw Message
Grazie per la segnalazione. Non mi torna molto però. Che prove si hanno
che sia vera? In particolare mi sembra strano che in banca abbiano
accettato un assegno fasullo. Con i sistemi automatici di controllo che
ci sono oggi in tempo reale, mi pare davvero molto molto strano che
abbiano fatto un versamento di un assegno tratto su una banca inesistente.
Gi
2018-06-16 12:30:32 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Jamie
abbiano fatto un versamento di un assegno tratto su una banca inesistente.
Risultava emesso da una filiale delle Poste; il dipendente della banca ha
pure telefonato per chiedere il bene emissione, ottenendone l'ok. Purtroppo
non era l'ufficio postale. Se non fosse stata la banca del venditore, cioè
il truffato, si sarebbe potuto pensare ad una collusione dell'impiegato
della banca; invece, secondo me, c'è stata inesperienza e dabbenaggine,
difficilmente imputabile penalmente. Poi, se fossero confermate tutte le
piccole irregolarità sul titolo, una qualche azione verso la banca si
potrebbero intentare, ma non escludo che vada a concludersi con un niente
nei loro confronti, chiudendo con "è stata applicata la normale diligenza
del buon padre di famiglia". Questo non vuole essere una velata accusa alla
banca o al suo dipendente ma una sottolineatura del fatto che molte volte è
quasi impossibile accorgersi di certi particolari; a posteriori è sempre
molto facile. Ho citato apposta il taroccamento degli assegni molto in voga
intorno alla metà degli anni '80; utilizzavano delle tecniche che a volte
facevano sorridere, tipo mettere l'assegno "lavorato" in freezer, ma se non
lo sapevi non te ne accorgevi nemmeno con una lente d'ingrandimento.
Gi


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