Discussione:
Gelato fatto a mano
(troppo vecchio per rispondere)
Mardot
2018-06-11 07:51:07 UTC
Permalink
Raw Message
... fin troppo, a mano.

https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml
Elwood
2018-06-11 12:26:15 UTC
Permalink
Raw Message
On Monday, June 11, 2018 at 9:51:09 AM UTC+2, Mardot wrote:
> ... fin troppo, a mano.
>
> https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml

<< L’incidente non era stato denunciato perché la vittima lavorerebbe in nero>>

Ok, ma almeno - visto che la falange non l'avevano ritrovata - potevano buttar via il gelato nella gelatiera a quel punto. O_O

--
Elwood (Peter S.)
DGE
2018-06-11 12:32:11 UTC
Permalink
Raw Message
Il 11/06/2018 14:26, Elwood ha scritto:
> On Monday, June 11, 2018 at 9:51:09 AM UTC+2, Mardot wrote:
>> ... fin troppo, a mano.
>>
>> https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml
>
> << L’incidente non era stato denunciato perché la vittima lavorerebbe in nero>>
>
> Ok, ma almeno - visto che la falange non l'avevano ritrovata - potevano buttar via il gelato nella gelatiera a quel punto. O_O
>
Questa cosa sarebbe stata il minimo eh!!!
DGE
Mardot
2018-06-11 14:10:51 UTC
Permalink
Raw Message
Il 11/06/2018 14:26, Elwood ha scritto:
> On Monday, June 11, 2018 at 9:51:09 AM UTC+2, Mardot wrote:
>> ... fin troppo, a mano.
>>
>> https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml
>
> << L’incidente non era stato denunciato perché la vittima lavorerebbe in nero>>
>
> Ok, ma almeno - visto che la falange non l'avevano ritrovata - potevano buttar via il gelato nella gelatiera a quel punto. O_O
>
Avranno confidato sul tenore di rosso della fragola-lampone-mirtillo o
qualcosa di simile... :-D
Fatina_degli_Elfi
2018-06-11 19:41:42 UTC
Permalink
Raw Message
Il 11/06/2018 09:51, Mardot ha scritto:
...


Magari un onesto cono Algida del super avrebbe fatto meno danni,
pur con tutti i suoi olietti di palma e colza inclusi, ma niente dita
almeno :-D

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Jamie
2018-06-12 08:03:44 UTC
Permalink
Raw Message
On 11/06/2018 09:51, Mardot wrote:
> ... fin troppo, a mano.
>
> https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml
>
>
rilancio con
http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/10/05/news/sicurezza_alimentare_blitz_nelle_gelaterie_di_puglia_sequestrati_200_chili_di_prodotti_scaduti_e_denunciati_17_imprenditori-177403901/
Albus Dumbledore
2018-06-12 08:36:58 UTC
Permalink
Raw Message
Dopo dura riflessione, Jamie ha scritto :

> sequestrati_200_chili_di_prodotti_scaduti

Ora Fatina sclera.

:-D

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Renato_VBI
2018-06-12 08:50:31 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 10:03, Jamie ha scritto:
> On 11/06/2018 09:51, Mardot wrote:
>> ... fin troppo, a mano.
>>
>> https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_10/palermo-compra-cono-gelato-ci-trova-dentro-pezzo-dito-755ceeb0-6c97-11e8-8fe1-92e098249b61.shtml
>>
>>
> rilancio con
> http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/10/05/news/sicurezza_alimentare_blitz_nelle_gelaterie_di_puglia_sequestrati_200_chili_di_prodotti_scaduti_e_denunciati_17_imprenditori-177403901/

Fossi il padre di quella bimba farei 'na strage.
Augh

--

Ciao, Renato
Jamie
2018-06-12 09:51:24 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 10:50, Renato_VBI wrote:

> Fossi il padre di quella bimba farei 'na strage.
> Augh
>


Direi.
Quel che mi sconvolge della vicende è che addirittura alcuni vendevano
quei prodotti come "biologici e di alta qualità". Cioè non solo mi stai
rifilando roba scaduta da 10 anni, potenzialmente pericolosa per la
salute, ma la vuoi addirittura spacciare per roba di qualità? Ma io a
'sta gente la metterei in galera e butterei via la chiave.
Invece purtroppo in Italia per questo tipo di frodi si rischia al
massimo una multarella di importo ridicolo.
Mardot
2018-06-12 09:31:30 UTC
Permalink
Raw Message
Il 6/12/2018 11:51 AM, Jamie ha scritto:

> Quel che mi sconvolge della vicende è che addirittura alcuni vendevano
> quei prodotti come "biologici e di alta qualità". Cioè non solo mi stai
> rifilando roba scaduta da 10 anni, potenzialmente pericolosa per la
> salute, ma la vuoi addirittura spacciare per roba di qualità?

Invece io (e ora sono serio...) trovo questo aspetto l'unica cosa
veramente buona e giusta, perche' chi crede al bio ecc... e' giustissimo
che venga preso per il culo fino a questi punti.

L'esistenza dei prodotti bio ecc... ha dato per anni l'implicito
nullaosta all'esistenza di prodotti non bio, quindi scadenti ecc.... e
questo e' IL MALE.

I prodotti devono essere tutti di buona qualita', se vuoi eccellenza
devono essere altri i parametri usati per definirle tali, non
un'etichetta bio e tutto il cucuzzaro che ci sta dietro.
Giampaolo Natali
2018-06-12 10:51:58 UTC
Permalink
Raw Message
Mardot wrote:
> Il 6/12/2018 11:51 AM, Jamie ha scritto:
>
>> Quel che mi sconvolge della vicende è che addirittura alcuni vendevano
>> quei prodotti come "biologici e di alta qualità". Cioè non solo mi stai
>> rifilando roba scaduta da 10 anni, potenzialmente pericolosa per la
>> salute, ma la vuoi addirittura spacciare per roba di qualità?
>
> Invece io (e ora sono serio...) trovo questo aspetto l'unica cosa
> veramente buona e giusta, perche' chi crede al bio ecc... e' giustissimo
> che venga preso per il culo fino a questi punti.
>
> L'esistenza dei prodotti bio ecc... ha dato per anni l'implicito
> nullaosta all'esistenza di prodotti non bio, quindi scadenti ecc.... e
> questo e' IL MALE.
>
> I prodotti devono essere tutti di buona qualita', se vuoi eccellenza
> devono essere altri i parametri usati per definirle tali, non
> un'etichetta bio e tutto il cucuzzaro che ci sta dietro.

Il primo paragrafo non lo condivido, ma i due successivi LI QUOTOOOOOOOO


--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Jamie
2018-06-12 11:42:36 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 12:51, Giampaolo Natali wrote:

>> Invece io (e ora sono serio...) trovo questo aspetto l'unica cosa
>> veramente buona e giusta, perche' chi crede al bio ecc... e' giustissimo
>> che venga preso per il culo fino a questi punti.

Non sono affatto d'accordo.

>> L'esistenza dei prodotti bio ecc... ha dato per anni l'implicito
>> nullaosta all'esistenza di prodotti non bio, quindi scadenti ecc.... e
>> questo e' IL MALE.
>>

Ma va. L'esistenza del bio non ha dato il nullaosta proprio a niente.
Questa tua affermazione implicherebbe che prima della "nascita" del bio
avessimo tutti accesso a cibo di qualità, o meglio non scadente, come
dici tu, quando sappiamo benissimo che non è così. Anzi il bio è nato
proprio per rispondere alla sempre crescente attenzione alla salute, al
disastro che hanno combinato per anni con lo smodato uso di pesticidi,
etc. E' una risposta ad un problema, possiamo discutere su quanto sia
realistico, ma non su quello che stai dicendo tu.
Mardot
2018-06-12 11:54:49 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 13:42, Jamie ha scritto:

> L'esistenza del bio non ha dato il nullaosta proprio a niente.

Invece si, basta avere un minimo di cognizione agroalimentare per
immaginarlo, se non capirlo.

> Questa tua affermazione implicherebbe che prima della "nascita" del bio
> avessimo tutti accesso a cibo di qualità, o meglio non scadente, come
> dici tu, quando sappiamo benissimo che non è così.

Prima del "bio" non v'era distinzione di etichetta.

E' dopo che, avendo etichettato il "bio" si sono iniziate a fare le
distinzioni. E a quel punto le distinzioni e' un attimo che si fanno a
proprio uso e consumo.

> Anzi il bio è nato
> proprio per rispondere alla sempre crescente attenzione alla salute, al
> disastro che hanno combinato per anni con lo smodato uso di pesticidi,
> etc. E' una risposta ad un problema, possiamo discutere su quanto sia
> realistico, ma non su quello che stai dicendo tu.

Il bio e' irrealistico, e' questo il punto.
Mardot
2018-06-12 11:55:28 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 13:54, Mardot ha scritto:

> Il bio e' irrealistico, e' questo il punto.

Ed una moda, mi ero dimenticato.
Jamie
2018-06-12 12:49:26 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 13:55, Mardot wrote:
> Il 12/06/2018 13:54, Mardot ha scritto:
>
>> Il bio e' irrealistico, e' questo il punto.
>
> Ed una moda, mi ero dimenticato.

Come puoi definire moda la legittima voglia che hanno le persone di cibo
sano e rispettoso dell'ambiente?
Mardot
2018-06-12 13:05:17 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 14:49, Jamie ha scritto:
> On 12/06/2018 13:55, Mardot wrote:
>> Il 12/06/2018 13:54, Mardot ha scritto:
>>
>>> Il bio e' irrealistico, e' questo il punto.
>>
>> Ed una moda, mi ero dimenticato.
>
> Come puoi definire moda la legittima voglia che hanno le persone di cibo
> sano e rispettoso dell'ambiente?

E' una moda il volersi differenziare comprando cibi disponibili solo in
alcuni negozietti "vip", basti dire che ora ci sono i bio anche per gli
animali, vedi tu. E' un argomento psico-social, non ha nulla a che
vedere con l'alimentazione.

Poi sei libera di credere al bio, io ti assicuro che e' esattamente come
credere alle scie chimiche.
Fatina_degli_Elfi
2018-06-12 15:49:43 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 15:05, Mardot ha scritto
> Poi sei libera di credere al bio, io ti assicuro che e' esattamente come
> credere alle scie chimiche.

Al super, scena vista giorni fa. La madre acquista un tot di barrette
bio ai cereali per il figlioletto e rivolta al padre: 'prendiamo queste
per la merenda di Axxx che le altre sono tutte schifezze'.
Barrette ricche di zuccheri, grassi vegetali ed olio di palma, ma bio.
Tanto valeva prendere una kinder brioss.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Jamie
2018-06-12 15:56:23 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 17:49, Fatina_degli_Elfi wrote:
> Il 12/06/2018 15:05, Mardot ha scritto
>> Poi sei libera di credere al bio, io ti assicuro che e' esattamente
>> come credere alle scie chimiche.
>
> Al super, scena vista giorni fa. La madre acquista un tot di barrette
> bio ai cereali per il figlioletto e rivolta al padre: 'prendiamo queste
> per la merenda di Axxx che le altre sono tutte schifezze'.
> Barrette ricche di zuccheri, grassi vegetali ed olio di palma, ma bio.
> Tanto valeva prendere una kinder brioss.


Non è che perché c'è gente insensata che compra bio, allora tutti quelli
che lo fanno sono altrettanto insensati eh... in quel caso quel che
manca è un'adeguata cultura sulla nutrizione.
Jamie
2018-06-12 15:58:53 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 15:05, Mardot wrote:

> E' una moda il volersi differenziare comprando cibi disponibili solo in
> alcuni negozietti "vip", basti dire che ora ci sono i bio anche per gli
> animali, vedi tu. E' un argomento psico-social, non ha nulla a che
> vedere con l'alimentazione.

Sbagli a credere che tutti quelli che comprano bio lo fanno per questo
motivo.

> Poi sei libera di credere al bio, io ti assicuro che e' esattamente come
> credere alle scie chimiche.

Infatti ci credo ben poco, ma non si può fare di tutta un'erba un fascio.
Mardot
2018-06-14 06:47:32 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 17:58, Jamie ha scritto:
> On 12/06/2018 15:05, Mardot wrote:
>
>> E' una moda il volersi differenziare comprando cibi disponibili solo
>> in alcuni negozietti "vip", basti dire che ora ci sono i bio anche per
>> gli animali, vedi tu. E' un argomento psico-social, non ha nulla a che
>> vedere con l'alimentazione.
>
> Sbagli a credere che tutti quelli che comprano bio lo fanno per questo
> motivo.

Il fatto che sia una moda e' indubbio, per la maggioranza.
Quelli che comprano bio non per moda ci sono, come giustamente dici
anche tu, ma come ho detto essi credono a un concetto che e'
inesistente, il bio, appunto.

>> Poi sei libera di credere al bio, io ti assicuro che e' esattamente
>> come credere alle scie chimiche.
>
> Infatti ci credo ben poco, ma non si può fare di tutta un'erba un fascio.

Non faccio assolutamente tutto in facio, solo che un conto e' pensare
che un prodotto possa essere coltivato attraverso l'uso piu' o meno
massivo di pesticidi, un altro conto e' credere al bio, che in un
contesto promiscuo come quello in cui viene coltivato e' semplicemente
impossibile, a meno che non vai su Marte.
Giampaolo Natali
2018-06-12 14:02:48 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie wrote:
> On 12/06/2018 12:51, Giampaolo Natali wrote:
>
>>> Invece io (e ora sono serio...) trovo questo aspetto l'unica cosa
>>> veramente buona e giusta, perche' chi crede al bio ecc... e' giustissimo
>>> che venga preso per il culo fino a questi punti.
>
> Non sono affatto d'accordo.
>
>>> L'esistenza dei prodotti bio ecc... ha dato per anni l'implicito
>>> nullaosta all'esistenza di prodotti non bio, quindi scadenti ecc.... e
>>> questo e' IL MALE.
>>>
>
> Ma va. L'esistenza del bio non ha dato il nullaosta proprio a niente.
> Questa tua affermazione implicherebbe che prima della "nascita" del bio
> avessimo tutti accesso a cibo di qualità, o meglio non scadente, come
> dici tu, quando sappiamo benissimo che non è così. Anzi il bio è nato
> proprio per rispondere alla sempre crescente attenzione alla salute, al
> disastro che hanno combinato per anni con lo smodato uso di pesticidi,
> etc. E' una risposta ad un problema, possiamo discutere su quanto sia
> realistico, ma non su quello che stai dicendo tu.


Jamieeeee, impara a quotare e non darmi colpe che non ho. :-) :-) :-)


--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Giampaolo Natali
2018-06-12 14:10:15 UTC
Permalink
Raw Message
Giampaolo Natali wrote:
> Jamie wrote:
>> On 12/06/2018 12:51, Giampaolo Natali wrote:
>>
>>>> Invece io (e ora sono serio...) trovo questo aspetto l'unica cosa
>>>> veramente buona e giusta, perche' chi crede al bio ecc... e'
>>>> giustissimo
>>>> che venga preso per il culo fino a questi punti.
>>
>> Non sono affatto d'accordo.
>>
>>>> L'esistenza dei prodotti bio ecc... ha dato per anni l'implicito
>>>> nullaosta all'esistenza di prodotti non bio, quindi scadenti ecc.... e
>>>> questo e' IL MALE.
>>>>
>>
>> Ma va. L'esistenza del bio non ha dato il nullaosta proprio a niente.
>> Questa tua affermazione implicherebbe che prima della "nascita" del bio
>> avessimo tutti accesso a cibo di qualità, o meglio non scadente, come
>> dici tu, quando sappiamo benissimo che non è così. Anzi il bio è nato
>> proprio per rispondere alla sempre crescente attenzione alla salute, al
>> disastro che hanno combinato per anni con lo smodato uso di pesticidi,
>> etc. E' una risposta ad un problema, possiamo discutere su quanto sia
>> realistico, ma non su quello che stai dicendo tu.
>
>
> Jamieeeee, impara a quotare e non darmi colpe che non ho. :-) :-) :-)

Aggiungo, a supporto di quanto afferma Mardot:

che senso ha acquistare, al LIDL e non solo, la piantina di basilico BIO?
Tu credi che esistano anche piantine allo stesso grado di sviluppo ma non
BIO?

Ma dai....................


--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Jamie
2018-06-12 15:57:36 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 16:10, Giampaolo Natali wrote:

>> Jamieeeee, impara a quotare e non darmi colpe che non ho. :-) :-) :-)
>
> Aggiungo, a supporto di quanto afferma Mardot:
>
> che senso ha acquistare, al LIDL e non solo,  la piantina di basilico BIO?
> Tu credi che esistano anche piantine allo stesso grado di sviluppo ma
> non BIO?
>

magari perché vendono solo quella :-D

è chiaro che in molti casi, come questo, è solo una markettata, ma il
prezzo, almeno al LIDL, rimane comunque onesto; ti scrivono che è bio,
ma non te la stanno facendo pagare di più
Giampaolo Natali
2018-06-12 16:53:04 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie wrote:
> On 12/06/2018 16:10, Giampaolo Natali wrote:
>
>>> Jamieeeee, impara a quotare e non darmi colpe che non ho. :-) :-) :-)
>>
>> Aggiungo, a supporto di quanto afferma Mardot:
>>
>> che senso ha acquistare, al LIDL e non solo, la piantina di basilico BIO?
>> Tu credi che esistano anche piantine allo stesso grado di sviluppo ma
>> non BIO?
>>
>
> magari perché vendono solo quella :-D
>
> è chiaro che in molti casi, come questo, è solo una markettata, ma il
> prezzo, almeno al LIDL, rimane comunque onesto; ti scrivono che è bio,
> ma non te la stanno facendo pagare di più

Sono convinto che la markettata si possa assegnare al 99% dei prodotti BIO.
Non discuto sull'onestà del marchio LIDL, altrimenti non comprerei
tantissimi prodotti da loro e da anni e anni.
Dai, oggi va di moda, punto.
Poi è pure vero che parecchi agricoltori fanno (anche) la lotta integrata
contro gli insetti nocivi, Gozza è uno di questi, per dirne una.
Ma etichettare le sue ciliegie o le pesche o le sue patate come bio ce ne
corre (infatti non le etichetta per niente).

--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Jamie
2018-06-12 17:05:34 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 18:53, Giampaolo Natali wrote:

> Sono convinto che la markettata si possa assegnare al 99% dei prodotti BIO.

Dal mio punto di vista, oltre alle truffe conclamate, il problema del
BIO risiede nel fatto che per quanto tu, singolo ed onesto agricoltore,
possa sforzarti di usare i pesticidi solo nei limiti consentiti dal
disciplinare bio, non hai alcun controllo su quello che fa, ad esempio,
il tuo vicino di campo. E siccome le falde acquifere non sono
immobili...i venti fanno la loro parte...etc. etc. Le conclusioni sono
ovvie.
Ma quello dei pesticidi è un problema grave, e secondo me sbagliate e
pure tanto ad etichettare la questione del bio come una moda da
fighetti, finite con il banalizzare un fatto molto serio, e cioè che qui
ci stanno avvelenando letteralmente, giorno dopo giorno.

> Non discuto sull'onestà del marchio LIDL, altrimenti non comprerei
> tantissimi prodotti da loro e da anni e anni.
> Dai, oggi va di moda, punto.

Non conosco nessuno che compri roba bio perché "va di moda",
francamente. Ma magari li conoscete tutti voi...

> Poi è pure vero che parecchi agricoltori fanno (anche) la lotta
> integrata contro gli insetti nocivi, Gozza è uno di questi, per dirne una.
> Ma etichettare le sue ciliegie o le pesche o le sue patate come bio ce
> ne corre (infatti non le etichetta per niente).

Gozza chi è? Dove si trova?
Giampaolo Natali
2018-06-12 17:39:37 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie wrote:
> On 12/06/2018 18:53, Giampaolo Natali wrote:
>
>> Sono convinto che la markettata si possa assegnare al 99% dei prodotti
>> BIO.
>
> Dal mio punto di vista, oltre alle truffe conclamate, il problema del
> BIO risiede nel fatto che per quanto tu, singolo ed onesto agricoltore,
> possa sforzarti di usare i pesticidi solo nei limiti consentiti dal
> disciplinare bio, non hai alcun controllo su quello che fa, ad esempio,
> il tuo vicino di campo. E siccome le falde acquifere non sono
> immobili...i venti fanno la loro parte...etc. etc. Le conclusioni sono
> ovvie.
> Ma quello dei pesticidi è un problema grave, e secondo me sbagliate e
> pure tanto ad etichettare la questione del bio come una moda da
> fighetti, finite con il banalizzare un fatto molto serio, e cioè che qui
> ci stanno avvelenando letteralmente, giorno dopo giorno.
>
>> Non discuto sull'onestà del marchio LIDL, altrimenti non comprerei
>> tantissimi prodotti da loro e da anni e anni.
>> Dai, oggi va di moda, punto.
>
> Non conosco nessuno che compri roba bio perché "va di moda",
> francamente. Ma magari li conoscete tutti voi...
>
>> Poi è pure vero che parecchi agricoltori fanno (anche) la lotta
>> integrata contro gli insetti nocivi, Gozza è uno di questi, per dirne
>> una.
>> Ma etichettare le sue ciliegie o le pesche o le sue patate come bio ce
>> ne corre (infatti non le etichetta per niente).
>
> Gozza chi è? Dove si trova?

Memoria, che roba è? :-) :-)

Via di Mezzo di S.Maria in Duno n. 2

Vai verso il mezzogiorno o dopo lo 18. Sicuramente qualcuno a casa lo trovi,
anche di domenica.


--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Fatina_degli_Elfi
2018-06-12 18:12:59 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 19:39, Giampaolo Natali ha scritto:
>>> Poi è pure vero che parecchi agricoltori fanno (anche) la lotta
>>> integrata contro gli insetti nocivi, Gozza è uno di questi, per dirne
>>> una.

A volte una lotta contro i mulini a vento. Da quando ho conosciuto
agricoltori produttori onesti sicuramente ma, loro malgrado, non
classificabili come 'bio' ho compreso molte cose.
Il vero bio è quasi un miraggio, allo stato attuale, a meno di non
vivere su un altro pianeta non ancora 'civilizzato' dalla cultura e dal
progresso chimico. E' una moda il bio, oggi, come il vegano, il naturale
etc... e la nutrizione ha ben poco a che fare con tutto questo, per
quanto ci si illuda e se ne dica. I mass media contribuiscono alla
farlocca e falsata informazione.


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Jamie
2018-06-13 09:34:18 UTC
Permalink
Raw Message
On 12/06/2018 19:39, Giampaolo Natali wrote:

>> Gozza chi è? Dove si trova?
>
> Memoria, che roba è? :-) :-)

eh? chi? cosa? come? :P

> Via di Mezzo di S.Maria in Duno n. 2
> Vai verso il mezzogiorno o dopo lo 18. Sicuramente qualcuno a casa lo
> trovi, anche di domenica.

cosa hanno in questo momento, lo sai?
grazie!
Giampaolo Natali
2018-06-13 10:08:10 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie wrote:
> On 12/06/2018 19:39, Giampaolo Natali wrote:
>
>>> Gozza chi è? Dove si trova?
>>
>> Memoria, che roba è? :-) :-)
>
> eh? chi? cosa? come? :P
>
>> Via di Mezzo di S.Maria in Duno n. 2
>> Vai verso il mezzogiorno o dopo lo 18. Sicuramente qualcuno a casa lo
>> trovi, anche di domenica.
>
> cosa hanno in questo momento, lo sai?
> grazie!


Adesso hanno le ciliegie.

Poi arriverano le pesche e le patate.

E'' una piccola azienda agricola, gestita dai due "vecchi", entrambi oltre
la settantina ma in ottima salute, e da un anno anche il loro figlio Pietro.
Persone molto serie e affidabili.

--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Lazarus
2018-06-13 11:37:17 UTC
Permalink
Raw Message
On Tuesday, June 12, 2018 at 7:04:23 PM UTC+2, Jamie wrote:
> On 12/06/2018 18:53, Giampaolo Natali wrote:
>

> Ma quello dei pesticidi è un problema grave, e secondo me sbagliate e
> pure tanto ad etichettare la questione del bio come una moda da
> fighetti, finite con il banalizzare un fatto molto serio, e cioè che qui
> ci stanno avvelenando letteralmente, giorno dopo giorno.

E cosi avvelenati abbiamo un'aspettativa di vita di oltre 85 anni mentre i nostri nonni che magiavano bio, se e quando mangiavano, campavano 20 anni di meno.

L.
Jamie
2018-06-13 11:49:17 UTC
Permalink
Raw Message
On 13/06/2018 13:37, Lazarus wrote:

> E cosi avvelenati abbiamo un'aspettativa di vita di oltre 85 anni

certo non grazie ai pesticidi, ma ai progressi della medicina ed al
generale aumentato benessere
Albus Dumbledore
2018-06-13 12:03:42 UTC
Permalink
Raw Message
Sembra che Jamie abbia detto :

>> E cosi avvelenati abbiamo un'aspettativa di vita di oltre 85 anni

> certo non grazie ai pesticidi,

Grazie ai pesticidi oggi mangiamo in almeno 5 miliardi, su questo
pianeta.
Senza, non si arriverebbe alla meta'.

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Renato_VBI
2018-06-13 18:49:02 UTC
Permalink
Raw Message
Il 13/06/2018 14:03, Albus Dumbledore ha scritto:
> Sembra che Jamie abbia detto :
>
>>> E cosi avvelenati abbiamo un'aspettativa di vita di oltre 85 anni
>
>> certo non grazie ai pesticidi,
>
> Grazie ai pesticidi oggi mangiamo in almeno 5 miliardi, su questo pianeta.
> Senza, non si arriverebbe alla meta'.

Questa mi sento di quotarla.
Brutta ma vera.

--

Ciao, Renato
Albus Dumbledore
2018-06-14 08:11:12 UTC
Permalink
Raw Message
Renato_VBI scriveva il 6/13/2018 :

>> Grazie ai pesticidi oggi mangiamo in almeno 5 miliardi, su questo pianeta.
>> Senza, non si arriverebbe alla meta'.

> Brutta ma vera.

Purtroppo, si'.
In futuro, spero, ci saranno alternative migliori, ma ad oggi la
situazione e' questa.
Certo, ci sarebbero le ricerche sugli OGM, come punto di partenza, ma
qualche paranoico fa di tutto per bloccarle.
E, allora, becchiamoci i pesticidi.
:-(

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Renato_VBI
2018-06-14 09:29:54 UTC
Permalink
Raw Message
Il 14/06/2018 10:11, Albus Dumbledore ha scritto:
> Renato_VBI scriveva il 6/13/2018 :
>
>>> Grazie ai pesticidi oggi mangiamo in almeno 5 miliardi, su questo
>>> pianeta.
>>> Senza, non si arriverebbe alla meta'.
>
>> Brutta ma vera.
>
> Purtroppo, si'.
> In futuro, spero, ci saranno alternative migliori, ma ad oggi la
> situazione e' questa.
> Certo, ci sarebbero le ricerche sugli OGM, come punto di partenza, ma
> qualche paranoico fa di tutto per bloccarle.
> E, allora, becchiamoci i pesticidi.
> :-(

L'alternativa sarebbe una drastica diminuzione della popolazione.
Dato che l'uomo da solo non ci pensa (e non lo ha pensato per tempo)
sara' la natura a farlo per noi.

--

Ciao, Renato
Albus Dumbledore
2018-06-14 11:17:45 UTC
Permalink
Raw Message
Renato_VBI ci ha detto :

> L'alternativa sarebbe una drastica diminuzione della popolazione.
> Dato che l'uomo da solo non ci pensa (e non lo ha pensato per tempo) sara' la
> natura a farlo per noi.

Si', sono d'accordo.

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Elwood
2018-06-15 09:12:16 UTC
Permalink
Raw Message
On Thursday, June 14, 2018 at 11:30:05 AM UTC+2, Renato_VBI wrote:

> L'alternativa sarebbe una drastica diminuzione della popolazione.
> Dato che l'uomo da solo non ci pensa (e non lo ha pensato per tempo)
> sara' la natura a farlo per noi.

Mmh, come lo faresti tu? Ammazziamo i vecchi?
Perchè ridurre le nascite farebbe implodere la società, in pratica tutte le persone in forze dovrebbero lavorare per prendersi cura dei vecchi, economicamente e fisicamente.

A meno di sviluppare tecnologie in grado di prendersi cura degli anziani fisicamente e produrre le risorse necessarie per sostenerli.

La risposta alla sovrapopolazione è decimare in maniera totalmente casuale la popolazione, oppure (l'unica cosa fattibile) trovare risorse altrove.

Oppure estinzione, chiaro

--
Elwood (Peter S.)
Renato_VBI
2018-06-15 11:37:07 UTC
Permalink
Raw Message
Il 15/06/2018 11:12, Elwood ha scritto:
> On Thursday, June 14, 2018 at 11:30:05 AM UTC+2, Renato_VBI wrote:
>
>> L'alternativa sarebbe una drastica diminuzione della popolazione.
>> Dato che l'uomo da solo non ci pensa (e non lo ha pensato per tempo)
>> sara' la natura a farlo per noi.
>
> Mmh, come lo faresti tu? Ammazziamo i vecchi?
> Perchè ridurre le nascite farebbe implodere la società, in pratica tutte le persone in forze dovrebbero lavorare per prendersi cura dei vecchi, economicamente e fisicamente.
>
> A meno di sviluppare tecnologie in grado di prendersi cura degli anziani fisicamente e produrre le risorse necessarie per sostenerli.
>
> La risposta alla sovrapopolazione è decimare in maniera totalmente casuale la popolazione, oppure (l'unica cosa fattibile) trovare risorse altrove.
>
> Oppure estinzione, chiaro

Dispiace vedere (e leggere) certe "non soluzioni".

Per me la diminuzione della popolazione dovrebbe passare *solamente* per
un giusto controllo delle nascite, punto.

Un paio di generazioni a figlio unico riporterebbe il nostro pianeta
sulla giusta proporzione.


--

Ciao, Renato
Elwood
2018-06-16 19:33:02 UTC
Permalink
Raw Message
On Friday, June 15, 2018 at 1:37:19 PM UTC+2, Renato_VBI wrote:

> Dispiace vedere (e leggere) certe "non soluzioni".
>
> Per me la diminuzione della popolazione dovrebbe passare *solamente* per
> un giusto controllo delle nascite, punto.

https://youtu.be/NHKiNDLB45I

> Un paio di generazioni a figlio unico riporterebbe il nostro pianeta
> sulla giusta proporzione.


Una popolazione ancora più vecchia, sempre meno autosufficiente, incapace di sostenersi.

Non sarebbe male avendo una "non soluzione" che tanto ti rattrista: tecnologia in grado di mantenere una popolazione non più autosufficiente. E risorse che infinite, ovvio...

Senza contare il fatto che ci sia gente che si lamenta dell'innalzamento dell'età pensionabile :)

--
Elwood (Peter S.)
Mardot
2018-06-18 07:04:33 UTC
Permalink
Raw Message
Il 14/06/2018 11:29, Renato_VBI ha scritto:

> L'alternativa sarebbe una drastica diminuzione della popolazione.

Cioe', l'alternativa ai pesticidi sarebbe la diminuzione della
popolazione? LOL!

> Dato che l'uomo da solo non ci pensa (e non lo ha pensato per tempo)
> sara' la natura a farlo per noi.

Mammamia... che scenari apocalittici..... che poi invocherebbero
soluzioni che in un mondo normale vorrei ben vedere chi le dovrebbe
adottare, quando oramai nemmeno in Cina e paesi limitrofi pensano piu' a
queste cose.

Praticamente, se tu fossi l'amministratore delegato di un'azienda, come
soluzione n.1 ad un problema di mancanza di ricavi utili al pagamento
degli stipendi, penseresti subito ad abbattere il numero dei dipendenti,
con la conseguenza immediata che, non appena hai di nuovo qualcosa da
fare, sei costretto ad assumere nuovamente qualcuno, quel qualcuno non
avra' la necessaria esperienza, farai un lavoro malfatto, che ti fara'
perdere mercato, e pian piano morirai a causa delle tue stesse mani.

Stop, fine.

Invece..... la soluzione passa SEMPRE attraverso un miglioramento della
resa, e mai come nel cibo questo e' vero. Siccome non vogliamo
migliorare la resa con i pesticidi, allora miglioriamo la resa con un
consumo piu' accorto.

Con lo scarto che produce l'industria alimentare potremmo sfamare un
pianeta parallelo. Se su Marte ci fosse la vita, i marziani potrebbero
tranquillamente evitare di coltivare e produrre, potremmo spedirgli noi
il cibo sfamandoli con gli scarti che produce nel mondo l'industria
alimentare.

Questo e' il punto. Siccome sempre piu' gente dipende da altri,
l'industria alimentare deve produrre sempre piu' cibo confezionato. A
quel punto se con 10kg di materia prima una famiglia ha uno scarto di
pochi grammi, l'industria alimentare ha uno scarto di quasi il 10%.
Senza contare che chi riutilizza questo scarto, tipo per il tonno (ma e'
solo un esempio), questo implica un utilizzo abnorme delle risorse
(anche energetiche) e un aumento del prezzo del prodotto finale, che
ovviamente va ad incidere con un netto impoverimento di chi acquista
quel prodotto.

La soluzione in prima battuta (step 1) dovrebbe passare solamente
attraverso un uso piu' massivo delle materie prima, a discapito dei cibi
semi-pronti o addirittura pronti, e l'abbattimento deciso di tutti i
cibi confezionati, scatolame, sostitutivi del pane, ecc.....

E lo step 2 dovrebbe essere un ritorno massivo della gente negli orti.

Con lo step 1 ottieni il primo grandissimo risultato, cioe' gli stessi
100kg di verdura (ad esempio), se utilizzati direttamente da una
famiglia, invece che dall'industria alimentare, rendono il doppio.

Esempio banale, lo scarto delle patate, dai un'occhiata a quanta patata
viene buttata durante la produzione delle patate fritte. Vedi tu se in
casa quando le peli hai lo stesso scarto....... e non parliamo
dell'utilizzo dello scarto, che implica il discorso che facevo prima,
producono dei prodotti di infimo livello che paghi a peso d'oro.
Renato_VBI
2018-06-18 12:26:20 UTC
Permalink
Raw Message
Il 18/06/2018 09:04, Mardot ha scritto:

[CUT]


> Invece..... la soluzione passa SEMPRE attraverso un miglioramento della
> resa, e mai come nel cibo questo e' vero. Siccome non vogliamo
> migliorare la resa con i pesticidi, allora miglioriamo la resa con un
> consumo piu' accorto.

[SNIP]

Guarda che il *non* cucinare con elementi base ed andare su cibi
precotti e/o pronti all'uso e' un interesse sia del mercato che degli stati.

La parola d'ordine e' consumare (qualcosa che sia facilmente tassabile)
e null'altro.

--

Ciao, Renato
Mardot
2018-06-18 12:57:28 UTC
Permalink
Raw Message
Il 18/06/2018 14:26, Renato_VBI ha scritto:
> Il 18/06/2018 09:04, Mardot ha scritto:

> [CUT]


>> Invece..... la soluzione passa SEMPRE attraverso un miglioramento
>> della resa, e mai come nel cibo questo e' vero. Siccome non vogliamo
>> migliorare la resa con i pesticidi, allora miglioriamo la resa con un
>> consumo piu' accorto.

> [SNIP]

> Guarda che il *non* cucinare con elementi base ed andare su cibi
> precotti e/o pronti all'uso e' un interesse sia del mercato che degli
> stati.

Mi pare difficile estendere una teoria del genere a tutti gli stati e al
mercato in genere.

> La parola d'ordine e' consumare (qualcosa che sia facilmente tassabile)
> e null'altro.

Questo e' un altro argomento, tutto da verificare tra l'altro, visto che
per tassare i guadagni delle aziende di trasformazione e' sicuramente
piu' difficile che tassare il settore primario.
Lazarus
2018-06-20 15:18:02 UTC
Permalink
Raw Message
On Monday, June 18, 2018 at 9:04:35 AM UTC+2, Mardot wrote:




>
> Questo e' il punto. Siccome sempre piu' gente dipende da altri,
> l'industria alimentare deve produrre sempre piu' cibo confezionato.

Dipende da altri perche' fa altro.



>

> La soluzione in prima battuta (step 1) dovrebbe passare solamente
> attraverso un uso piu' massivo delle materie prima, a discapito dei cibi
> semi-pronti o addirittura pronti, e l'abbattimento deciso di tutti i
> cibi confezionati, scatolame, sostitutivi del pane, ecc.....

Un'ideona! Cosi devi fare la spesa tutti i giorni e probabilmente buttare un sacco di alimenti che deperiscono dentro casa. Si si, molto efficiente!
>
> E lo step 2 dovrebbe essere un ritorno massivo della gente negli orti.
>

E certo, non avendo nulla da fare e vivendo in citta' un paio d'ore al giorno da dedicare all'orto chi non le trova?


> Con lo step 1 ottieni il primo grandissimo risultato, cioe' gli stessi
> 100kg di verdura (ad esempio), se utilizzati direttamente da una
> famiglia, invece che dall'industria alimentare, rendono il doppio.

Ma anche no, mi stupisce che tu valuti in maniera cosi errata l'efficienza del processo, che ovviamente non inizia e finisce nella cucina di casa tua.

L.
Mardot
2018-06-20 15:33:49 UTC
Permalink
Raw Message
Il 20/06/2018 17:18, Lazarus ha scritto:

> On Monday, June 18, 2018 at 9:04:35 AM UTC+2, Mardot wrote:

>> La soluzione in prima battuta (step 1) dovrebbe passare solamente
>> attraverso un uso piu' massivo delle materie prima, a discapito dei cibi
>> semi-pronti o addirittura pronti, e l'abbattimento deciso di tutti i
>> cibi confezionati, scatolame, sostitutivi del pane, ecc.....
>
> Un'ideona! Cosi devi fare la spesa tutti i giorni e probabilmente buttare un sacco di alimenti che deperiscono dentro casa. Si si, molto efficiente!

Se butti un sacco di alimenti che ti deperiscono in casa, la soluzione
e' una sola, devi imparare:
- a fare la spesa
- a pensare a cio' che di volta in volta cucini

Del resto se non sei capace a nuotare, e' piu' facile fare un corso di
nuoto, piuttosto che svuotare il mare.

>> E lo step 2 dovrebbe essere un ritorno massivo della gente negli orti.
>>
>
> E certo, non avendo nulla da fare e vivendo in citta' un paio d'ore al giorno da dedicare all'orto chi non le trova?

I processi di questo tipo non si compiono in mezza giornata, pareva
evndente e ovvio al punto che non ho ritenuto necessario scriverlo.

Hai presente quel remoto periodo in cui la gente era nelle campagne e,
ad un certo punto, le campagne iniziarono a spopolarsi a discapito delle
citta'?

Bene, ora si e' giunti a certi risultati, occorrerebbe ristabilire
quell'equilibrio, che a suo tempo e' andato perduto.
E questo non significa che tutti i cittadini devono andare in campagna,
altrimenti si destabilizzerebbe di nuovo l'equilibrio, dalla parte opposta.

>> Con lo step 1 ottieni il primo grandissimo risultato, cioe' gli stessi
>> 100kg di verdura (ad esempio), se utilizzati direttamente da una
>> famiglia, invece che dall'industria alimentare, rendono il doppio.
>
> Ma anche no, mi stupisce che tu valuti in maniera cosi errata l'efficienza del processo, che ovviamente non inizia e finisce nella cucina di casa tua.

Mi stupisce che tu dia per scontato cio' che penso io, sbagliando.

Ho lavorato abbastanza per l'industria alimentare, automatizzando
aziende intere, parlo di produzione di polli, cereali, prodotti
dolciari, alimenti per bambini, non sto a fare i nomi dei clienti ma
sono i soliti grandi noti, quindi so quel che dico, quando parlo di scarti.
Lazarus
2018-06-21 12:02:48 UTC
Permalink
Raw Message
On Wednesday, June 20, 2018 at 5:33:51 PM UTC+2, Mardot wrote:
>
> Se butti un sacco di alimenti che ti deperiscono in casa, la soluzione
> e' una sola, devi imparare:
> - a fare la spesa
> - a pensare a cio' che di volta in volta cucini
>
> Del resto se non sei capace a nuotare, e' piu' facile fare un corso di
> nuoto, piuttosto che svuotare il mare.

Del resto se devo attraversare lo stretto di Messina e' meglio usare una barca. Il sistema industriale di produzione del cibo ha sicuramente alcuni difetti ma cio' nonostante sfama _egregiamente_ un sacco di gente e permette loro di occuparsi d'altro. C'e' spazio per fare di meglio producendo meno ma non direi proprio che si debba cambiare paradigma.

> Hai presente quel remoto periodo in cui la gente era nelle campagne e,
> ad un certo punto, le campagne iniziarono a spopolarsi a discapito delle
> citta'?

Perche' nelle campagne si viveva di merda e fare 14 ore in fabbrica era preferibile. Si, ho presente e non credo che moti aspirino al ritorno di quelle condizioni.

> Bene, ora si e' giunti a certi risultati, occorrerebbe ristabilire
> quell'equilibrio, che a suo tempo e' andato perduto.

Quali "risultati" ti fanno pensare che si debba intervenire, e che tale intervento debba essere nella direzione che tu ipotizzi?

>
> Ho lavorato abbastanza per l'industria alimentare, automatizzando
> aziende intere, parlo di produzione di polli, cereali, prodotti
> dolciari, alimenti per bambini, non sto a fare i nomi dei clienti ma
> sono i soliti grandi noti, quindi so quel che dico, quando parlo di scarti.

Mi sono spiegato male: non mi riferivo al rendimento del processo industriale di trasformazione, ma al rendimento dell'intero processo dal campo alla tavola.

L.
Mardot
2018-06-21 12:21:30 UTC
Permalink
Raw Message
Il 21/06/2018 14:02, Lazarus ha scritto:
> On Wednesday, June 20, 2018 at 5:33:51 PM UTC+2, Mardot wrote:
>>
>> Se butti un sacco di alimenti che ti deperiscono in casa, la soluzione
>> e' una sola, devi imparare:
>> - a fare la spesa
>> - a pensare a cio' che di volta in volta cucini
>>
>> Del resto se non sei capace a nuotare, e' piu' facile fare un corso di
>> nuoto, piuttosto che svuotare il mare.
>
> Del resto se devo attraversare lo stretto di Messina e' meglio usare una barca. Il sistema industriale di produzione del cibo ha sicuramente alcuni difetti ma cio' nonostante sfama _egregiamente_ un sacco di gente e permette loro di occuparsi d'altro. C'e' spazio per fare di meglio producendo meno ma non direi proprio che si debba cambiare paradigma.

Il sistema industriale di produzione del cibo non e' una missione, sono
gruppi di imprese nati esclusivamente per far reddito, partendo da
questo concetto si deve iniziare a lavorarci su.

Per far reddito conta la produttivita' piu' di quanto conti per il
calcolo della disponibilita' del bene, quindi la direzione sara' sempre
piu' quella dell'uso di prodotti stressanti (per l'ambiente).

>> Hai presente quel remoto periodo in cui la gente era nelle campagne e,
>> ad un certo punto, le campagne iniziarono a spopolarsi a discapito delle
>> citta'?
>
> Perche' nelle campagne si viveva di merda e fare 14 ore in fabbrica era preferibile.

Questo e' cio' che credevano, prima di provare con mano.

> Si, ho presente e non credo che moti aspirino al ritorno di quelle condizioni.

Io scommetto che tra 150 anni si sara' materializzato un fenomeno
inverso, anche se di proporzioni inferiori, per onorare il concetto di
"equilibrio bilanciato". Se il processo avesse le stesse dimensioni
torneremo ad un disequilibrio.

>> Bene, ora si e' giunti a certi risultati, occorrerebbe ristabilire
>> quell'equilibrio, che a suo tempo e' andato perduto.
>
> Quali "risultati" ti fanno pensare che si debba intervenire, e che tale intervento debba essere nella direzione che tu ipotizzi?

Il mio ragionamento non prevede l'intervento diretto di qualcuno, e'
piu' un meccanismo spontaneo che si dovrebbe innescare, in parte e' gia'
innescato, partendo da fattori culturali che nella seconda parte del
secolo scorso avevamo perduto.

E cio' non sottintende nessun cambiamento radicale, ma un meccanismo
lento che dovrebbe portare una parte di persone a diversificare i propri
consumi, orientandosi piu' verso alternative che vanno
dall'autopruduzione delle risorse, alla semplice scelta di cucinare
invece che consumare cibo preconfezionato.
A parte gli ovvi aspetti di miglioramento qualitativo, solo in questo
modo puoi sperare che la popolazione consumi piu' tipi di cibo
possibili. Fino a quando la popolazione consumera' gli stessi tipi-cibo
(provenienti dalla filiera alimentare industriale che li propone),
avremo il problema della produttivita' (di quei cibi e/o di quelle
risorse utili a prepararli).

>> Ho lavorato abbastanza per l'industria alimentare, automatizzando
>> aziende intere, parlo di produzione di polli, cereali, prodotti
>> dolciari, alimenti per bambini, non sto a fare i nomi dei clienti ma
>> sono i soliti grandi noti, quindi so quel che dico, quando parlo di scarti.
>
> Mi sono spiegato male: non mi riferivo al rendimento del processo industriale di trasformazione, ma al rendimento dell'intero processo dal campo alla tavola.

Ma anche prendendo in considerazione l'intero processo, l'efficienza non
e' per nulla garantita. Prendi le babane, i pomodori, ecc.... abbiamo
discariche piene di frutta e verdura inevasa. E poi ci sono gli scarti
di trasformazione. E poi ci sono gli scarti dell'invenduto perche'
scaduto. E poi ci sono i rifiuti degli imballaggi. E il consumo
energetico utile alla produzione massiva.

Insomma, non mi pare uno scenario di cui rallegrarsi.

Io vedo che acquistando solo prodotti primi (formaggi, frutta, verdura,
carne e pesce) e poi cucinandoli, praticamente a livello di spazzatura
produco solo l'umido, un minimo di carta per i sacchetti e a livello di
risorse consumo il gas e l'acqua.
Lazarus
2018-06-21 15:04:20 UTC
Permalink
Raw Message
On Thursday, June 21, 2018 at 2:21:31 PM UTC+2, Mardot wrote:

> Il sistema industriale di produzione del cibo non e' una missione, sono
> gruppi di imprese nati esclusivamente per far reddito, partendo da
> questo concetto si deve iniziare a lavorarci su.

Fanno reddito perche' rispondono a bisogni perlopiu' reali. Anzi forse e' piu' reale il bisogno di prodotti surgelati ed a lunga conservazione che non di prodotti bio.

> Per far reddito conta la produttivita' piu' di quanto conti per il
> calcolo della disponibilita' del bene, quindi la direzione sara' sempre
> piu' quella dell'uso di prodotti stressanti (per l'ambiente).

Discorso molto complicato quando parliamo di agricoltura e pesca, ma tutto sommato nei Paesi del primo mondo non mi pare che non si siano messi freni. In altri Paesi c'e' ancora il problema di sfamare tutti e non e' con le sovraproduzioni occidentali che si puo' fare.

> Questo e' cio' che credevano, prima di provare con mano.

Infatti sono tutti tornati indietro nelle campagne... no, vero?
Sara' perche' nel WE prendevano la macchina ed andavano a sciare.

> E cio' non sottintende nessun cambiamento radicale, ma un meccanismo
> lento che dovrebbe portare una parte di persone a diversificare i propri
> consumi, orientandosi piu' verso alternative che vanno
> dall'autopruduzione delle risorse, alla semplice scelta di cucinare
> invece che consumare cibo preconfezionato.

Ah ok. Ma questo IMO non sara' molto significativo in termini quantitativi perche' e' tutto sommato un hobby, qualcosa che richiede una delle risorse piu' scarse che abbiamo: il tempo. Credo che in molti siano disposti a spendere di piu' per prodotti migliori e piu' sostenibili, ma non credo altrettanti siano disponibili ad autoprodurre granche'.


>
> Io vedo che acquistando solo prodotti primi (formaggi, frutta, verdura,
> carne e pesce) e poi cucinandoli, praticamente a livello di spazzatura
> produco solo l'umido, un minimo di carta per i sacchetti e a livello di
> risorse consumo il gas e l'acqua.

Non e' che se ogni tanto usi delle verdure surgelate, una bottiglia di passato di pomodoro o una scatoletta di tonno cambi molto, no? Mica siamo gli americani che mangiano la TV dinner scaldata al micro-onde.

L.
Mardot
2018-06-21 15:21:35 UTC
Permalink
Raw Message
Il 21/06/2018 17:04, Lazarus ha scritto:
> On Thursday, June 21, 2018 at 2:21:31 PM UTC+2, Mardot wrote:
>
>> Il sistema industriale di produzione del cibo non e' una missione, sono
>> gruppi di imprese nati esclusivamente per far reddito, partendo da
>> questo concetto si deve iniziare a lavorarci su.
>
> Fanno reddito perche' rispondono a bisogni perlopiu' reali. Anzi forse e' piu' reale il bisogno di prodotti surgelati ed a lunga conservazione che non di prodotti bio.

Questo e' sicuro, ma infatti il problema e' che non puo' essere il bio
il prototipo dell'alimento generico.

>> Per far reddito conta la produttivita' piu' di quanto conti per il
>> calcolo della disponibilita' del bene, quindi la direzione sara' sempre
>> piu' quella dell'uso di prodotti stressanti (per l'ambiente).
>
> Discorso molto complicato quando parliamo di agricoltura e pesca, ma tutto sommato nei Paesi del primo mondo non mi pare che non si siano messi freni. In altri Paesi c'e' ancora il problema di sfamare tutti e non e' con le sovraproduzioni occidentali che si puo' fare.
>
>> Questo e' cio' che credevano, prima di provare con mano.
>
> Infatti sono tutti tornati indietro nelle campagne... no, vero?
> Sara' perche' nel WE prendevano la macchina ed andavano a sciare.

Molti sono stati costretti a tornare nelle campagne, perche' le
fabbriche hanno chiuso.

Ti faccio l'esempio della zona dove lavorava mio padre, quando lui nel
1963 e' entrato in Montedison c'erano 3.700 dipendenti, a fianco c'era
la Ferrania 5.000 dipendenti, di lato la Coke Italia 2.500 dipendenti, a
5km l'ACNA con 4.000 dipendenti.
Ora: ZERO (chiaro?)

>> E cio' non sottintende nessun cambiamento radicale, ma un meccanismo
>> lento che dovrebbe portare una parte di persone a diversificare i propri
>> consumi, orientandosi piu' verso alternative che vanno
>> dall'autopruduzione delle risorse, alla semplice scelta di cucinare
>> invece che consumare cibo preconfezionato.
>
> Ah ok. Ma questo IMO non sara' molto significativo in termini quantitativi perche' e' tutto sommato un hobby, qualcosa che richiede una delle risorse piu' scarse che abbiamo: il tempo. Credo che in molti siano disposti a spendere di piu' per prodotti migliori e piu' sostenibili, ma non credo altrettanti siano disponibili ad autoprodurre granche'.

Attenzione pero', perche' "spendere di piu'" e' un concetto che implica
maggiore ricchezza da dedicare agli acquisti, mentre il cibo a basso
costo (industriale) va incontro proprio a quei segmenti che non
dovrebbero avere molto denaro da spendere....

>> Io vedo che acquistando solo prodotti primi (formaggi, frutta, verdura,
>> carne e pesce) e poi cucinandoli, praticamente a livello di spazzatura
>> produco solo l'umido, un minimo di carta per i sacchetti e a livello di
>> risorse consumo il gas e l'acqua.
>
> Non e' che se ogni tanto usi delle verdure surgelate, una bottiglia di passato di pomodoro o una scatoletta di tonno cambi molto, no? Mica siamo gli americani che mangiano la TV dinner scaldata al micro-onde.

Certamente, ma sto parlando per grandi numeri, non di certo su esempi
singoli o su cose che puoi fare "ogni tanto".

Quando vado al supermercato, tipicamente per acquistare qualche fresco
(latte) o i detersivi, vedo carrelli pieni di surgelati e, ancor peggio,
cibi preparati come i classici 4 salti in padella e similari. Esteso
alla popolazione mondiale non mi pare una buona cosa, il giorno che
tutti quelli che hanno problemi a comprarsi il cibo diventano clienti di
queste aziende, voglio vedere come risolvono il problema della
produttivita' per soddisfare la richiesta di prodotto.
Lazarus
2018-06-22 10:12:19 UTC
Permalink
Raw Message
On Thursday, June 21, 2018 at 5:21:36 PM UTC+2, Mardot wrote:

>
> Quando vado al supermercato, tipicamente per acquistare qualche fresco
> (latte) o i detersivi, vedo carrelli pieni di surgelati e, ancor peggio,
> cibi preparati come i classici 4 salti in padella e similari. Esteso
> alla popolazione mondiale non mi pare una buona cosa, il giorno che
> tutti quelli che hanno problemi a comprarsi il cibo diventano clienti di
> queste aziende, voglio vedere come risolvono il problema della
> produttivita' per soddisfare la richiesta di prodotto.

A beh, se parliamo di piatti pronti sono abbastanza d'accordo che sia bene starne alla larga, pero' rispondono ad un bisogno chiaro di persone che hanno poco tempo, poco gusto e non sanno cucinare. Ma non sono sicuro che nel complesso siano questo grande problema: se parliamo di sostenibilita' mi pare che sia il consumo di carne ad essere la questione piu' significativa.

L.
Mardot
2018-06-22 11:55:34 UTC
Permalink
Raw Message
Il 22/06/2018 12:12, Lazarus ha scritto:
> On Thursday, June 21, 2018 at 5:21:36 PM UTC+2, Mardot wrote:
>
>>
>> Quando vado al supermercato, tipicamente per acquistare qualche fresco
>> (latte) o i detersivi, vedo carrelli pieni di surgelati e, ancor peggio,
>> cibi preparati come i classici 4 salti in padella e similari. Esteso
>> alla popolazione mondiale non mi pare una buona cosa, il giorno che
>> tutti quelli che hanno problemi a comprarsi il cibo diventano clienti di
>> queste aziende, voglio vedere come risolvono il problema della
>> produttivita' per soddisfare la richiesta di prodotto.
>
> A beh, se parliamo di piatti pronti sono abbastanza d'accordo che sia bene starne alla larga, pero' rispondono ad un bisogno chiaro di persone che hanno poco tempo, poco gusto e non sanno cucinare.

Secondo me molto dipende da fattori culturali, perche' diciamocelo, non
e' che a fare un petto di pollo in padella con un pomodoro affettato,
oppure una pasta al pomodoro, ci voglia questa grande sapienza nel
cucinare, tuttavia oramai pare che queste preparazioni "base" siano del
tutto dimenticate. Se non mangi qualcosa di piu' "articolato" non va bene.
Che poi a me pare che anche dal punto di vista della salute dovrebbe
essere un aspetto importante su cui i media potrebbero sensibilizzare la
gente.

> Ma non sono sicuro che nel complesso siano questo grande problema: se parliamo di sostenibilita' mi pare che sia il consumo di carne ad essere la questione piu' significativa.

Questo si', carne ma anche cereali, sono sicuramente le produzioni piu'
invasive per il pianeta. Ma obiettivamente quanta carne prodotta viene
mangiata sotto forma di fiorentina/costata/arrosto/ecc...?
Credo nemmeno la meta' della carne utilizzata per preparare i cibi.....
Lazarus
2018-06-25 10:46:46 UTC
Permalink
Raw Message
On Friday, June 22, 2018 at 1:55:36 PM UTC+2, Mardot wrote:

> Secondo me molto dipende da fattori culturali, perche' diciamocelo, non
> e' che a fare un petto di pollo in padella con un pomodoro affettato,
> oppure una pasta al pomodoro, ci voglia questa grande sapienza nel
> cucinare, tuttavia oramai pare che queste preparazioni "base" siano del
> tutto dimenticate.


Su questo sono d'accordo: ci sono preparazioni semplice e veloci che se fatte con buoni ingredienti ed un minimo di sapienza (e.g. le spezie giuste sul petto di pollo) sono infinitamente preferibili a qualsiasi piatto pronto.

> Questo si', carne ma anche cereali, sono sicuramente le produzioni piu'
> invasive per il pianeta. Ma obiettivamente quanta carne prodotta viene
> mangiata sotto forma di fiorentina/costata/arrosto/ecc...?
> Credo nemmeno la meta' della carne utilizzata per preparare i cibi.....

Domanda interessante, ma tra carne/carne ed insaccati non credo sia poca quella consumata "direttamente".

L.
Jamie
2018-06-22 10:50:47 UTC
Permalink
Raw Message
On 21/06/2018 17:04, Lazarus wrote:

> Non e' che se ogni tanto usi delle verdure surgelate, una bottiglia di passato di pomodoro o una scatoletta di tonno cambi molto, no? Mica siamo gli americani che mangiano la TV dinner scaldata al micro-onde.

uhm, beh, se lo moltiplichi per tutte le persone che lo fanno, ti
renderai conto dell'enorme quantità di rifiuti prodotti (un altro
aspetto della questione, e direi non meno importante).

senza contare il fenomeno del cibo d'asporto: ieri sera giravo in centro
a Bologna, ho davvero perso il conto del numero degli schiav...ehm
fattorini di Just Eat e similari che ho visto. Consideriamo gli
imballaggi necessari a trasportare quel cibo, imballaggi che non
verrebbero prodotti se si consumasse il pasto in casa preparandolo da
sé, ed ecco che abbiamo una dimensione del problema.
Lazarus
2018-06-22 11:53:07 UTC
Permalink
Raw Message
On Friday, June 22, 2018 at 12:50:56 PM UTC+2, Jamie wrote:

> uhm, beh, se lo moltiplichi per tutte le persone che lo fanno, ti
> renderai conto dell'enorme quantità di rifiuti prodotti (un altro
> aspetto della questione, e direi non meno importante).

D'accordo, ma esattamente di cosa stiamo parlando? Di autoprodursi tutto il cibo? Di non usare piu' prodotti semi lavorati come la passata od il tonno in scatola? Un conto e' ridurre il packaging, riciclarlo, magari usare prodotti sfusi ove possibile, ed un altro pensare che ogni famiglia debba mangiare del suo orto.


> senza contare il fenomeno del cibo d'asporto: ieri sera giravo in centro
> a Bologna, ho davvero perso il conto del numero degli schiav...ehm
> fattorini di Just Eat e similari che ho visto. Consideriamo gli
> imballaggi necessari a trasportare quel cibo, imballaggi che non
> verrebbero prodotti se si consumasse il pasto in casa preparandolo da
> sé, ed ecco che abbiamo una dimensione del problema.

Come sopra: nel grande schema delle cose e' l'imballaggio del cibo d'asporto a mettere in difficolta' l'umanita? E se si, si puo' risolvere in qualche modo o bisogna rinunciare in toto?

L.
Mardot
2018-06-22 11:58:41 UTC
Permalink
Raw Message
Il 22/06/2018 13:53, Lazarus ha scritto:

> D'accordo, ma esattamente di cosa stiamo parlando? Di autoprodursi tutto il cibo? Di non usare piu' prodotti semi lavorati come la passata od il tonno in scatola? Un conto e' ridurre il packaging, riciclarlo, magari usare prodotti sfusi ove possibile, ed un altro pensare che ogni famiglia debba mangiare del suo orto.

Esatto, diciamo una via di mezzo.
Un auspicato ritorno all'autoproduzione, per chi ne ha la possibilita' e
la voglia.
Un auspicato ritorno a cucinare, quindi partendo da materie prima di base.
Un sicuro abbattimento degli imballaggi, sacchetti di carta e poco altro.
Ad esempio il vetro, si potrebbe di nuovo riutilizzarlo senza
distruggerlo e riprodurlo.
E tanti altri accorgimenti che, su scala globale, avrebbero
ripercussioni positive tangibili.
Lazarus
2018-06-25 10:48:44 UTC
Permalink
Raw Message
On Friday, June 22, 2018 at 1:58:43 PM UTC+2, Mardot wrote:
> Il 22/06/2018 13:53, Lazarus ha scritto:

>
> Esatto, diciamo una via di mezzo.
> Un auspicato ritorno all'autoproduzione, per chi ne ha la possibilita' e
> la voglia.

Questa la vedo riservata a pochi

> Un auspicato ritorno a cucinare, quindi partendo da materie prima di base.
> Un sicuro abbattimento degli imballaggi, sacchetti di carta e poco altro.
> Ad esempio il vetro, si potrebbe di nuovo riutilizzarlo senza
> distruggerlo e riprodurlo.
> E tanti altri accorgimenti che, su scala globale, avrebbero
> ripercussioni positive tangibili.

Su tutto il resto sono d'accordissimo.

L.
Jamie
2018-06-22 17:40:01 UTC
Permalink
Raw Message
On 22/06/2018 13:53, Lazarus wrote:

> D'accordo, ma esattamente di cosa stiamo parlando? Di autoprodursi tutto il cibo? Di non usare piu' prodotti semi lavorati come la passata od il tonno in scatola? Un conto e' ridurre il packaging, riciclarlo, magari usare prodotti sfusi ove possibile, ed un altro pensare che ogni famiglia debba mangiare del suo orto.

Ti ha già risposto Mardot e condivido totalmente: se tutti noi
rinunciassimo ad un minimo di alimenti preconfezionati, il beneficio
globale sarebbe indiscutibile.

> Come sopra: nel grande schema delle cose e' l'imballaggio del cibo d'asporto a mettere in difficolta' l'umanita?

Che ragionamento...se la metti così, tutto sembra trascurabile. Ma
siccome viviamo in un mondo in cui ad azione corrisponde conseguenza, e
siamo almeno 7 miliardi di individui, va da sé che un cambiamento
insignificante su scala unitaria diventa un cambiamento epocale su scala
globale.

>E se si, si puo' risolvere in qualche modo o bisogna rinunciare in toto?

Diminuire l'inutile è già un buon inizio. Tornando al discorso del cibo
da asporto,, poi mi chiedo...se non hai voglia di cucinare, perché non
te ne vai al ristorante? Per me ha davvero poco senso questa nuova "moda".
Giampaolo Natali
2018-06-23 07:32:32 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie wrote:
> On 22/06/2018 13:53, Lazarus wrote:
>
>> D'accordo, ma esattamente di cosa stiamo parlando? Di autoprodursi tutto
>> il
>> cibo? Di non usare piu' prodotti semi lavorati come la passata od il
>> tonno
>> in scatola? Un conto e' ridurre il packaging, riciclarlo, magari usare
>> prodotti sfusi ove possibile, ed un altro pensare che ogni famiglia debba
>> mangiare del suo orto.
>
> Ti ha già risposto Mardot e condivido totalmente: se tutti noi
> rinunciassimo ad un minimo di alimenti preconfezionati, il beneficio
> globale sarebbe indiscutibile.
>
>> Come sopra: nel grande schema delle cose e' l'imballaggio del cibo
>> d'asporto
>> a mettere in difficolta' l'umanita?
>
> Che ragionamento...se la metti così, tutto sembra trascurabile. Ma
> siccome viviamo in un mondo in cui ad azione corrisponde conseguenza, e
> siamo almeno 7 miliardi di individui, va da sé che un cambiamento
> insignificante su scala unitaria diventa un cambiamento epocale su scala
> globale.
>
>> E se si, si puo' risolvere in qualche modo o bisogna rinunciare in toto?
>
> Diminuire l'inutile è già un buon inizio. Tornando al discorso del cibo
> da asporto,, poi mi chiedo...se non hai voglia di cucinare, perché non
> te ne vai al ristorante? Per me ha davvero poco senso questa nuova "moda".

Jamie, se tu tornassi dal lavoro alle 19:30 tutte le sere, tuo marito idem,
se oltre alla cena tu dovessi occuparti dei figli, se tu non avessi la
possibilità economica di andare al ristorante quando ti pare, forse non
ragioneresti in questo modo.
Aggiungo anche: se tu non avessi tempo per andare a fare la spesa tutti i
giorni, tanto meno girovagare per mercatini alla ricerca della migliore
materia prima disponibile al momento, ecc. ecc.


--
Giampaolo Natali
***@alice.it
Jamie
2018-06-23 17:01:49 UTC
Permalink
Raw Message
On 23/06/2018 09:32, Giampaolo Natali wrote:

> Jamie, se tu tornassi dal lavoro alle 19:30 tutte le sere, tuo marito
> idem, se oltre alla cena tu dovessi occuparti dei figli, se tu non
> avessi la possibilità economica di andare al ristorante quando ti pare,
> forse non ragioneresti in questo modo.

Se non avessi i soldi per andare al ristorante non li avrei manco per
l'asporto, anzi a maggior ragione per risparmiare dovrei cucinarmi in
casa, comprando il meno possibile roba pronta.
Sul discorso tempo, per cucinare senza troppo sbattimento ci sono mille
soluzioni. Con mezz'ora si riesce quasi sempre a mettere in tavola un pasto.
Mardot
2018-06-25 06:48:39 UTC
Permalink
Raw Message
Il 23/06/2018 19:01, Jamie ha scritto:
> On 23/06/2018 09:32, Giampaolo Natali wrote:
>
>> Jamie, se tu tornassi dal lavoro alle 19:30 tutte le sere, tuo marito
>> idem, se oltre alla cena tu dovessi occuparti dei figli, se tu non
>> avessi la possibilità economica di andare al ristorante quando ti
>> pare, forse non ragioneresti in questo modo.
>
> Se non avessi i soldi per andare al ristorante non li avrei manco per
> l'asporto, anzi a maggior ragione per risparmiare dovrei cucinarmi in
> casa, comprando il meno possibile roba pronta.

+1

Basti vedere il prezzo al kg dei prodotti preconfezionati.

> Sul discorso tempo, per cucinare senza troppo sbattimento ci sono mille
> soluzioni. Con mezz'ora si riesce quasi sempre a mettere in tavola un
> pasto.

Quello che sostengo da sempre.

Io torno dal lavoro alle 19:30 tutte le sere (quando non sono in
trasferta...), mia moglie idem (lavora in negozio e deve chiudere lo
showroom....), oltre alla cena dobbiamo occuparci del figlo con il quale
controllare se durante la giornata ha fatto i compiti, come li ha fatti,
verificare la preparazione di studio, ecc....

Risultato:
- minestrone (preparato a tonnellaggio vario e poi congelato a porzioni)
- pastasciutte (con sughi fulminei, buonissimi)
- verdure (spesso crude, abbastanza lesse, qualche volta spadellate la
sera prima)
- carni (fettine di pollo sulla piastra, bistecche idem, scaloppine
veloci, hamburger autopreparati rapidissimi, ecc....)
- pesci vari (presi, puliti e imbelinati sulla griglia)

Tutta roba che con meno di mezzora ti fai un pasto non solo rapido, ma
BUONISSIMO!
Jamie
2018-06-14 18:10:03 UTC
Permalink
Raw Message
On 13/06/2018 14:03, Albus Dumbledore wrote:
> Sembra che Jamie abbia detto :
>
>>> E cosi avvelenati abbiamo un'aspettativa di vita di oltre 85 anni
>
>> certo non grazie ai pesticidi,
>
> Grazie ai pesticidi oggi mangiamo in almeno 5 miliardi, su questo pianeta.
> Senza, non si arriverebbe alla meta'.

Sì...ma con quali conseguenze sul lungo periodo?
Vabbè la discussione sarebbe troppo lunga e complessa per affrontarla in
questa sede.
Dico solo che mi dà un po' fastidio sentir appellare come
boccalone/ingenuo chiunque si preoccupi di questo aspetto.
In ogni caso il disciplinare bio non prevede la totale assenza di
pesticidi, ma c'è un elenco di quelli ammessi, ovviamente valutati
secondo l'impatto ambientali ed altri parametri.
Renato_VBI
2018-06-14 18:58:02 UTC
Permalink
Raw Message
Il 14/06/2018 20:10, Jamie ha scritto:

[C U T]

> In ogni caso il disciplinare bio non prevede la totale assenza di
> pesticidi, ma c'è un elenco di quelli ammessi, ovviamente valutati
> secondo l'impatto ambientali ed altri parametri.

Anche questo e' perfettamente vero.
Io, nel mio orticello, non uso alcun tipo di pesticida e concimo
esclusivamente con materiale naturale di provenienza certa.
Non ho grossi risultati sia come quantita' che come aspetto ma il
sapore, quello si che e' da sballo.
Ciauz

--

Ciao, Renato
Albus Dumbledore
2018-06-15 06:31:59 UTC
Permalink
Raw Message
Nel suo scritto precedente, Jamie ha sostenuto :

> Dico solo che mi dà un po' fastidio sentir appellare come boccalone/ingenuo
> chiunque si preoccupi di questo aspetto.
> In ogni caso il disciplinare bio non prevede la totale assenza di pesticidi,
> ma c'è un elenco di quelli ammessi, ovviamente valutati secondo l'impatto
> ambientali ed altri parametri.

Il disciplinare bio (troppo generico, ma va be') prevede, ad esempio,
l'uso di sali di rame come fungicida.
Sali di rame che non mi pare siano quasi piu' usati normalmente in
quanto inquinano in maniera esagerata i terreni, dato che si
accumulano.
Giusto per dirne una.

In pratica, detto terra terra, non esiste *nessuna* garanzia che bio =
piu' salutare.
Ma nessuna proprio.

E, comunque, i costi sostenuti per un'agricoltura bio non giustificano
i costi dei prodotti finali sullo scaffale.

Infine, i controlli mi pare siano meno /accurati/ che non su
un'agricoltura /classica/, lasciando molto spazio ai soliti /furbetti
del quartierino/.

In pratica, se acquisti bio per questioni /etiche/, OK, ci sta
(esattamente come il discorso vegano). Nessuno puo' dire nulla, ci
mancherebbe.
Ma se lo fai perche' il bio e' meglio, be', forse e' il caso che si
riveda questa leggenda metropolitana.

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Jamie
2018-06-15 10:52:16 UTC
Permalink
Raw Message
On 15/06/2018 08:31, Albus Dumbledore wrote:

> Il disciplinare bio (troppo generico, ma va be') prevede, ad esempio,
> l'uso di sali di rame come fungicida.
> Sali di rame che non mi pare siano quasi piu' usati normalmente in
> quanto inquinano in maniera esagerata i terreni, dato che si accumulano.
> Giusto per dirne una.

Questo non è il mio campo quindi non saprei dirti.

Sul fatto che col bio non si potrebbe sfamare tutto il mondo non sono
tutti d'accordo con te:
http://www.lescienze.it/news/2017/11/14/news/potenziale_agricoltura_biologica_scala_globale-3753508/


> In pratica, detto terra terra, non esiste *nessuna* garanzia che bio =
> piu' salutare.
> Ma nessuna proprio.

Dipende da cosa intendi per più salutare. Per l'uomo o per l'ambiente?
Se parliamo di ambiente, i pesticidi sono un dramma. Di conseguenza lo
saranno anche per l'uomo, se non direttamente, di sicuro indirettamente.

http://stream24.ilsole24ore.com/video/impresa-e-territori/pesticidi-nell-acqua-testa-piemonte-e-friuli/AED7LSmE?refresh_ce=1

> E, comunque, i costi sostenuti per un'agricoltura bio non giustificano i
> costi dei prodotti finali sullo scaffale.

Su questo credo proprio di essere d'accordo. Tuttavia bisogna
considerare anche la minore resa, etc.

> Infine, i controlli mi pare siano meno /accurati/ che non su
> un'agricoltura /classica/, lasciando molto spazio ai soliti /furbetti
> del quartierino/.
>
> In pratica, se acquisti bio per questioni /etiche/, OK, ci sta
> (esattamente come il discorso vegano). Nessuno puo' dire nulla, ci
> mancherebbe.
> Ma se lo fai perche' il bio e' meglio, be', forse e' il caso che si
> riveda questa leggenda metropolitana.
>
Se parliamo di sapore, sono pienamente d'accordo con te. Diverse volte
mi sono trovata ad acquistare frutta e verdura bio per vedere se c'era
una differenza in termini di sapore (la cosa che, francamente, mi
avrebbe spinto più di tutto ad accettare il differenziale economico) e
sono rimasta molto delusa.
Albus Dumbledore
2018-06-15 11:01:24 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie scriveva il 6/15/2018 :

> Sul fatto che col bio non si potrebbe sfamare tutto il mondo non sono tutti
> d'accordo con te:
> http://www.lescienze.it/news/2017/11/14/news/potenziale_agricoltura_biologica_scala_globale-3753508/

??????????
Ma hai letto la prefazione?

> Dipende da cosa intendi per più salutare. Per l'uomo o per l'ambiente? Se
> parliamo di ambiente, i pesticidi sono un dramma. Di conseguenza lo saranno
> anche per l'uomo, se non direttamente, di sicuro indirettamente.

I pesticidi, se usati come dovrebbero essere usati, non sarebbero un
problema piu' di tanto.
L'ambiente li gestirebbe tranquillamente.
Sono gli eccessi, a creare problemi.

> Se parliamo di sapore, sono pienamente d'accordo con te. Diverse volte mi
> sono trovata ad acquistare frutta e verdura bio per vedere se c'era una
> differenza in termini di sapore (la cosa che, francamente, mi avrebbe spinto
> più di tutto ad accettare il differenziale economico) e sono rimasta molto
> delusa.

Infatti, non c'e' nessuna garanzia di miglior qualita'.
Diciamo che, in linea di principio, la procedura /dovrebbe/ garantire
migliore sostenibilita' e migliore qualita', ma siamo ancora in un
ambito poco (o male) regolamentato e, quindi, con maglie troppo larghe
che vanificano ogni buon proposito.

Sulla carta sarebbe una figata, ma, nella pratica e' una mezza
fregatura.
Solo questo.


--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Jamie
2018-06-15 11:42:48 UTC
Permalink
Raw Message
On 15/06/2018 13:01, Albus Dumbledore wrote:

> ??????????
> Ma hai letto la prefazione?

Sì, e poi dice anche:
L'agricoltura biologica potrebbe soddisfare la domanda di cibo globale
in modo sostenibile. Ma a due condizioni: che aumentino notevolmente le
aree coltivate oppure che si riducano gli sprechi di cibo e la
produzione di carne.

Insomma, si può fare. A condizione che. Le due seconde condizioni a mio
parere sono necessarie per molti motivi.

> I pesticidi, se usati come dovrebbero essere usati, non sarebbero un
> problema piu' di tanto.
> L'ambiente li gestirebbe tranquillamente.
> Sono gli eccessi, a creare problemi.

E' evidente che abbiamo un problema di eccessi e di uso indiscriminato.
Sul fatto che l'ambiente sia in grado di gestirli tranquillamente ho
comunque qualche dubbio, se penso che si trovano ancora tracce dei DDT
usati indiscriminatamente negli anni 60 nelle zone paludose...e ci sono
studi che li mettono in relazione a diverse problematiche di salute
delle generazioni attuali.

> Infatti, non c'e' nessuna garanzia di miglior qualita'.
> Diciamo che, in linea di principio, la procedura /dovrebbe/ garantire
> migliore sostenibilita' e migliore qualita', ma siamo ancora in un
> ambito poco (o male) regolamentato e, quindi, con maglie troppo larghe
> che vanificano ogni buon proposito.
>
> Sulla carta sarebbe una figata, ma, nella pratica e' una mezza fregatura.
> Solo questo.

Come ogni sistema basato sull'umano è perfettibile. Ma non è il sistema
in sé a rappresentare il problema, ma il modo in cui viene messo in pratica.
Albus Dumbledore
2018-06-15 11:51:57 UTC
Permalink
Raw Message
Jamie ha pensato forte :

> Insomma, si può fare. A condizione che. Le due seconde condizioni a mio
> parere sono necessarie per molti motivi.

E poco praticabili.
A meno di non deforestare o rendere fertili i deserti.

> E' evidente che abbiamo un problema di eccessi e di uso indiscriminato. Sul
> fatto che l'ambiente sia in grado di gestirli tranquillamente ho comunque
> qualche dubbio, se penso che si trovano ancora tracce dei DDT usati
> indiscriminatamente negli anni 60 nelle zone paludose...e ci sono studi che
> li mettono in relazione a diverse problematiche di salute delle generazioni
> attuali.

Usato indiscriminatamente, esatto.
Ma se non lo avessero usato, oggi non saremmo quasi 7 miliardi, su
questo pianeta.
La malaria ne avrebbe falciato almeno la meta'.
Certo, in questo caso non staremmo parlando di problemi nello sfamare
tutti.

> Come ogni sistema basato sull'umano è perfettibile. Ma non è il sistema in sé
> a rappresentare il problema, ma il modo in cui viene messo in pratica.

Ovvio e nessuno lo nega.

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Mardot
2018-06-15 07:26:50 UTC
Permalink
Raw Message
Il 14/06/2018 20:10, Jamie ha scritto:

> Dico solo che mi dà un po' fastidio sentir appellare come
> boccalone/ingenuo chiunque si preoccupi di questo aspetto.

Eh ok, ti puo' dare fastidio, ma e' un dato di fatto che le aziende che
propongono sul mercato questi prodotti sfruttino l'ingenuita' degli
acquirenti, per persuadrli.

Tra i clienti del "bio" ci saranno pure quelli "religiosi", tipo il
classico vegetariano/vegano che prende quella decisione per ragioni
etiche, esattamente come uno puo' credere in Dio o in un'altra
divinita'. Ma la stragrande maggioranza di chi compera bio lo fa perche'
crede che sia realmente bio, quindi no pesticidi e non altro, e una
parte di loro (te lo assicuro, e' un fenomeno di massa) lo fa per moda.

> In ogni caso il disciplinare bio non prevede la totale assenza di
> pesticidi, ma c'è un elenco di quelli ammessi, ovviamente valutati
> secondo l'impatto ambientali ed altri parametri.

Per le colture agricole ho qualche dubbio che la scelta sia stata fatta
valutando correttamente l'impatto ambientale.

Tuttavia ti faccio notare, a mero titolo di esempio, cosa prevede il
regolamento bio per il coniglio bio.

Premesso che per le unita' produttive non prevede la castrazione, che
invece e' uno strumento efficace per preservare la famigliola, visto che
impedisci la riproduzione parentale, ci sono poi alcune prescrizioni
davver buffe per l'alimentazione:

6. Alimentazione
1. I conigli devono essere alimentati con alimenti biologici nel
rispetto delle esigenze nutrizionali degli animali nei vari stadi
fisiologici; l’alimentazione deve essere finalizzata al mantenimento del
benessere degli animali.

++++
Bene, ok, e quindi?
Spiegami il "fieno biologico" in cosa si differenzia dal fieno normale.
Io vedo coltivare campi a fieno da sempre (non solo il mio fieno, parlo
in generale), si semina e si attende di falciarlo, cosa dovrebbe
renderlo bio?
++++

2. Tenuto conto che i conigli sono erbivori e che in condizioni
semi-naturali l’attività alimentare e orale occupa dal 30 al 70% della
giornata, l’alimentazione degli adulti e dei giovani dopo lo svezzamento
deve essere basata anche sull’utilizzazione prevalente di foraggi,
provenienti dal pascolo o dal raccolto fresco o secco. Almeno il 15%
della materia secca di cui è composta la razione giornaliera dei conigli
deve essere costituito da foraggi grossolani di preferenza freschi o
essiccati.
In ogni caso ai conigli deve essere sempre fornito del materiale
vegetale (paglia, fieno ecc) che permetta loro l’attività orale.

++++
Questo tipo di norma lascia spazio a qualunque tipo di alimentazione,
soprattutto a base di sfarinati.
++++

3. Almeno il 20% degli alimenti proviene dall'unità di produzione stessa
o, qualora ciò non sia possibile, è ottenuto nella stessa regione in
cooperazione con altre aziende biologiche od operatori del settore dei
mangimi che applicano il metodo di produzione biologico.

++++
Ah ok, mangimi. Ma il coniglio deve mangiare erba.....
++++

4. L’alimentazione dei coniglietti è il latte materno e lo svezzamento
non può avvenire prima di 35 giorni.

++++
Normale, di solito si lasciano con la mamma e decidono loro quando
preferire il fieno alla mamma
++++

Per dire, tutto questo e' un castello di norme che e' utile molto piu'
al contesto di aziende che producono bio, a partire dai prodotti per
l'alimentazione del bestiame, che al risultato finale del prodotto.

Il coniglio di allevamento di sicuro mangia piu' mangime del coniglio
bio, ma questo regolamente lascia ampio spazio anche per il bio al punto
che puoi ottimizzare i costi abbondantemente, seppur garantendoti un
prezzo di vendita altissimo, perche' "bio".

Se poi vogliamo dare peso a cazzate del tipo che i conigli in batteria
sono piu' tristi dei conigli al pascolo, ok possiamo farlo, ma a quel
punto viriamo sul discorso religioso.....
Lazarus
2018-06-14 07:15:11 UTC
Permalink
Raw Message
On Wednesday, June 13, 2018 at 1:48:00 PM UTC+2, Jamie wrote:
> On 13/06/2018 13:37, Lazarus wrote:

> generale aumentato benessere

che deriva dal poter mangiare in quantita' piu' che adeguate e non essere esposti a carestie appena arriva un insettuccio rompicoglioni. I pesticidi sono fondamentali. Ovviamente usati con criterio.

L.
Mardot
2018-06-14 07:45:39 UTC
Permalink
Raw Message
Il 14/06/2018 09:15, Lazarus ha scritto:
> On Wednesday, June 13, 2018 at 1:48:00 PM UTC+2, Jamie wrote:
>> On 13/06/2018 13:37, Lazarus wrote:
>
>> generale aumentato benessere
>
> che deriva dal poter mangiare in quantita' piu' che adeguate e non essere esposti a carestie appena arriva un insettuccio rompicoglioni. I pesticidi sono fondamentali. Ovviamente usati con criterio.

fermo restando che di principio e' corretto quel che sostieni, il
discorso e' molto piu' complesso ed e' legato al consumo dal punto di
vista tipologico

in pratica nel mondo stiamo mangiando sempre piu' le stesse cose, ragion
per cui la produttivita' necessaria per i prodotti agricoli deve salire
esponenzialmente, in particolare quello dei cereali, ma anche di alcuni
prodotti ortofrutticoli e, soprattutto, ai prodotti vegetali per il cibo
da allevamento

in tal senso i pesticidi sono fondamentali, senza di loro queste
produttivita' non si raggiungono

questo pero' e' dovuto al fatto che, come dicevo oramai, seppur con
diverse sfumature, nel mondo mangiamo tutti gli stessi prodotti, che si
basano su frumento e qualche altro cereale e carne allevata

se per assurdo (e dico per assurdo) ognu nucleo famigliare avesse il suo
orto e la sua famigliola di galline, conigli, qualche bovino e ovino, e'
altamente probabile che il 100% della popolazione mondiale potrebbe fare
a meno dei pesticidi
Albus Dumbledore
2018-06-13 12:02:42 UTC
Permalink
Raw Message
Nel suo scritto precedente, Jamie ha sostenuto :

> Non conosco nessuno che compri roba bio perché "va di moda",

E per quale altro motivo lo farebbero, allora?
Non certo perche' piu' salutare.
Quindi?

--
Se negli header appare "Message-ID: <p....$...$***@dont-email.me>", sono
io. Altrimenti è un coglione che mi morpha.
Albus Dumbledore
Fatina_degli_Elfi
2018-06-12 15:38:22 UTC
Permalink
Raw Message
Il 12/06/2018 11:31, Mardot ha scritto:
> I prodotti devono essere tutti di buona qualita', se vuoi eccellenza
> devono essere altri i parametri usati per definirle tali, non
> un'etichetta bio e tutto il cucuzzaro che ci sta dietro.

Condivido. Purtroppo il BBBIO è di moda, come il vegan Ok che adesso
trovi persino sulla carta igienica. Te li spacciano per valori aggiunti
facendoli pagari il doppio in qualche caso. Ad oggi trovare un prodotto
onesto e 'normale' e vegan out è impresa ardua.


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Loading...